Le planarie sono vermi piatti appartenenti alla famiglia dei Platelminti Turbellari. Oltre a essere imparentate con le Tenie, vermi piatti e parassiti dell'intestino dell'uomo e di alcuni animali, sono anche molto vicine alle planarie marine.
Esse sono spesso ospiti indesiderati degli acquari e vivono sia in acqua dolce che salata. Si insidiano nelle vasche specialmente all'avvio dell'ecosistema acquatico, perché non vi è in esso alcun predatore. Normalmente scompaiono con l'inserimento dei pesci, perché se contenute di numero e di taglia piccola, diventano cibo vivo.
Le planarie marine sono pericolose per il fatto che si alimento di coralli e quindi possono compromettere la vita del reef stesso.
L'introduzione di questi animali nelle vasche avviene accidentalmente con il terriccio o le radici delle piante, che contengono larve, uova o semplicemente un individuo adulto. Basta un solo esemplare, perché di fatto esse sono ermafrodite, cioè sono allo stesso tempo maschi e femmine. Inoltre, sono in grado di rigenerarsi, vale a dire che si può completamente riformare un individuo adulto da un singolo frammento. La loro riproduzione è quindi molto rapida e in assenza di predatori possono diventare infestanti. A causa di questa capacità di auto-rigenerazione, sono oggetto di studio da parte dei biologi, perché i geni che conferiscono loro questa particolare dote pare siano presenti anche nel Dna umano. Questo potrebbe aprire nuove possibilità nello studio delle cellule staminali.
Le dimensioni delle planarie possono variare da pochi millimetri a parecchi centimetri e anche la loro forma e il colore muta a seconda delle specie. Generalmente hanno un corpo piatto di un colore che va dal bianchiccio al grigio o al rosa, con un epitelio ciliato che consente loro di muoversi in acqua. Quando sono sul fondo dell'acquario, invece, si muovono contraendo la muscolatura del corpo, avanzando con il classico movimento ondulatorio dei vermi.
La parte cefalica (testa) ha una forma vagamente triangolare con due auricole laterali più o meno sviluppate (dipende anche qui dalla specie) e due ocelli che pare abbiano il compito di percepire stimoli luminosi. Inoltre, sono provviste di un sistema nervoso primitivo, ma già organizzato in un ganglio di cellule nervose e possiedono anche recettori sia per il gusto (chemiorecettori), sia per il tatto (tangorecettori) e recettori simili alla linea laterale dei pesci (statocisti) che consente loro di sentire la corrente dell'acqua. Alcune di esse hanno addirittura dei recettori attraverso i quali “sentono” il campo magnetico terrestre.
La bocca è ventrale e si presenta in forma di tubo. Essa è collegata a una faringe muscolosa e a un intestino privo di sbocchi esterni. La pelle è rivestita, sulla parte ventrale, di ciglia e spesso è colorata per la presenza di Zooxantelle, alghe microscopiche che conferiscono un aspetto colorato all'animale.
Le gonadi sono ben organizzate ed efficienti: i molti testicoli (due o più) sparsi, gli ovari e il gonoporo (apertura per la fecondazione) si trovano, salvo eccezioni, contemporaneamente in ogni individuo. Le uova prodotte dagli ovari in molti casi mancano di sostanze nutrienti per l'embrione. Durante la riproduzione si assiste all'accoppiamento e al doppio scambio di spermatozoi spesso bi-flagellati (con due flagelli) ed è permessa da un organo a borsa, evolutosi per tale compito. All’interno del corpo dell’animale si formano dei bozzoli che racchiudono uova a vari stadi di sviluppo e una massa di cellule vitelline necessarie al loro sostentamento. Sono questi bozzoli, e non le uova singolarmente, a essere deposti dai turbellari nell'ambiente. Questi si schiudono in breve tempo, liberando - in molti casi - una quantità di larve non molto diverse da quelle dei molluschi e degli anellidi, chiamate larve di Müller.
(c) Foto www.welse.net: invasione di planarie in un filtro.
Questi animaletti sono normali rappresentanti nei biotopi acquatici, ma purtroppo succede spesso che in un acquario in cui non hanno nemici naturali esse si riproducano in modo incontrollato. Allo scopo di impedirne la diffusione eccessiva, esistono dei farmaci che vanno utilizzati con le opportune cautele, poiché molti altri animali acquatici non tollerano bene i trattamenti in vasca, per esempio le Caridine e alcuni pesci di fondo.
a cura della dottoressa Silvia Vaccarino (ik1znp) - Copyright foto (in ordine di pubblicazione): www.aquamax.de , www.welse.net , www.biologis.de , Giusy Anastasio (Straussina) - (c) 2008 by www.poecilidi.com, è severamente vietata la riproduzione anche parziale delle immagini senza il consenso dei rispettivi proprietari e del testo senza il permesso dell'autore o dello Staff di www.poecilidi.com.